sabato 20 agosto 2011

LUCIO FONTANA, primo concetto spaziale

L' AUTENTICO ULTIMO "ANTE MORTEM" 
"CONCETTO SPAZIALE" DI LUCIO FONTANA:
UNA CORNICE DI NULLA
PER CELEBRARE 
"LA QUALITA' DELLA SUA ASSENZA" !


  1. LA QUALITA' DELL'ASSENZA: una delle più misteriose opere eseguite da LUCIO FONTANA, fu questo concetto spaziale costituito dalla sola cornice sul bordo della quale sono raffigurati il volto dell'artista e degli amici a lui più cari. 
  2. L'assenza dell'opera dalla cornice fu un concetto enunciato nei primi anni del '900 dal critico d'arte Apollinaire, l'unico elemento ineffabile adatto, a suo dire, a rappresentare la GLORIA ETERNA. 
  3. Così fu che venne affidata a Pablo Picasso la realizzazione di una statua per il 40° anniversario della morte di Apollinaire, e questa statua benché a lui dedicata, non rappresentò Apollinaire ma Dora Maar, ritenuta per eccellenza la enigmista della Banda Picasso
  4. LUCIO FONTANA riprese questa meravigliosa idea della "qualità dell'assenza", per trasformare la sua ultima ricerca del "concetto spaziale" in ciò che sarebbe comunque divenuta, allorché la morte lo avesse gravitazionalmente fagocitato in un buco nero quantistico posizionato sull'orizzonte degli eventi.

UN CONCETTO  SPAZIALE
DI LUCIO FONTANA 
"DAL COLTELLO ALLA FORCHETTA"
INSERITA IN UNA CORNICE SENZA GAMBO:



PROPRIETARIO:
Umberto Joackim Barbera
 collezionista




La prima opera non é mai bella
perché é sofferta !

COSA NE PENSA UNO STUDIOSO DI FONTANA ?

1) la dedica a Politi é evidente, la sigla che segue é di Lucio Fontana. L'autenticazione della firma e della dedica é stata rilasciata mediante una perizia grafologica condivisa da acclarati esperti del Giudice del Tribunale di Roma, di cui il referente firmatario della perizia é il Prof. Gianni Eugenio Viola, per oltre vent'anni alto Dirigente della Enciclopedia Treccani ed attualmente Docente all'Università di Pavia di "Psicologia della Storia dell'Arte e della Letteratura" oltre che probiviro dell'Associazione Italiana dei grafologi e conferenziere. E' considerato un esperto credibile ed accreditato, d'inappuntabile professionalità ed assolutamente imparziale.

2) Il Politi in questione non é il celebre Giancarlo Politi direttore della rivista Art Flash, ma secondo una dichiarazione del Giancarlo Politi sia del proprietario dell'opera, si riferisce al Gallerista Politi di Livorno, deceduto anni fa.

3) La datazione é riconducibile all'anno 1964 da un pannello cronologico manoscritto da Lucio Fontana, in ragione alla sua composizione (un "collage" inserito all'interno dell'ovoide, assieme a due tagli verticali).


4)  Sul retro del cartone i timbri di due Gallerie che nel 1970 esposero l'opera in via Margutta a Roma (la celebre via delle Gallerie d'arte), ed uno dei due Galleristi, ancora vivente, ricorda d'aver esposto l'opera benché abbia gettato alle ortiche la catalogazione delle vendite di Lucio Fontana.


5) L'opera proviene dal figlio del defunto antiquario e mercante Politi di Livorno il quale la vendette ad un ristoratore, Salvatore Stella. Quest'ultimo chiuse il ristorante e si trasferì a Torino per avviare un'attività nel settore delle cornici d'arte, aprendo la ditta LA TORTUE" presso la quale l'attuale proprietario l'acquistò. Si documenta la ricevuta fiscale del venditore:


L'opera di Fontana é la n.2
cartoncino bianco e viola.

6)  A seguito dell'istanza inoltrata dal proprietario al Nucleo dei Carabinieri di Torino per la tutele patrimoniale, si documenta l'esito dell'indagine effettuata su quest'opera del Fontana per cui non risultano esservi denunce pregresse né di smarrimento, né di furto.


Ultima riga: "…non risultano prove di reato".


7) L'Ufficio esportazioni di Torino, del Ministero Italiano dei Beni Culturali, ha rilasciato l'autorizzazione alla esportazione dell'opera negli Stati Uniti di America.


"Su quale prova, intesa come elemento certo, si baserebbe l'affermazione di un esperto secondo cui questo cartone sia definibile come "Un' opera  importante e rappresentativa della evoluzione del Concetto spaziale di Lucio Fontana?"

8) Innanzitutto il taglio venne eseguito dal Fontana con un attrezzo che aveva a portata di mano alla fine di una cena consumata con l'antiquario Politi e, dalla tipologia del taglio verticalizzato ma poco incidente, si desume che sia stata usata una forchetta appuntita, senz'altro una evoluzione acrobatica.

9) Per quanto alla datazione del salto evolutivo, Lucio Fontana disegnò anno per anno su un grande pannello (pubblicato su una sua monografia) l'evoluzione del proprio pensiero artistico, quindi raffigurando i concetti che avrebbero caratterizzato le sue opere del rispettivo periodo.

Da questo pannello disegnato da Lucio Fontana, che viene qui di seguito pubblicato solo parzialmente per quanto di interesse, si nota che tra due riquadri, entrambi datati 1960, vi é la prova di una specifica evoluzione del taglio verticale e solitario di un cartone o tela quadrata verso una composizione puntiforme inserita all'interno di uno spazio circoscritto di forma circolare.

Disegno autentico di Lucio Fontana

Si consideri quindi che l'opera in esame sembrerebbe databile dopo il 1960 poiché rappresenta uno spazio circoscritto ovalizzato e non quadrato, in cui sono inseriti tre triangoli in collage e due tagli verticali...



... per cui va da sé che quest'opera si inserisce nel momento di passaggio dal primo al secondo concetto, ovvero tra il quadrato con il solo taglio lineare e quello successivo in cui in uno spazio circoscritto da un "ovoide" sono inclusi degli elementi diversi.

                Vi é poi un disegno preparatorio del 1962 

Il seguente disegno é stato creduto perduto dopo la sua pubblicazione sul trittico dell'opera di Lucio Fontana, a causa della contemporanea morte sia dell'artista che dello stampatore e quindi mai più restituito. Probabilmente andato disperso nei mercatini dei "brocantes". In questo disegno vennero inseriti tre triangoli neri oltre a nove piccoli triangoli rossi: non si può negare che i triangoli siano un elemento spurio nel pensiero di Lucio Fontana. 

RINGRAZIAMENTO) Il proprietario ringrazia l'anonima persona che volle inviargli per posta alcuni disegni di Lucio Fontana, con l'intento di aiutarlo nella comprensione dell'opera.

 

10) Essendo quest'opera costituita non dalla inclusione di molti puntini (forse rappresentanti nello schizzo del Fontana dei corpuscoli o buchi) ma bensì da tre triangoli di carta pretagliata ed applicati con la tecnica del "collage", sulla base di questa evidenza già si evince la caratteristica sperimentale ed innovativa dell'opera protrattasi negli anni seguenti, per cui parrebbe riconducibile ad una datazione intorno all'anno 1964, ad ogni buon conto confermata da una


PROVA LOGICA E PROVA PROVATA



La perizia,
costituita da 23 pagine,
  dichiara che:


"LA FIRMA E LA DEDICA APPOSTE A QUEST'OPERA 
SONO SICURAMENTE DI LUCIO FONTANA"


vedasi inltre il foglio XV 
"Cronaca di un viaggio americano"
di Ezio Gribaudo & Lucio Fontana 
(Libro edito da Skira, 2012)



Dal libro citato, pag. 48, Ed. Skira 2012
opere di Lucio Fontana esposte alla Galleria Jackson, N.Y. nel 1961
evidentemente concettualmente contemporanee o quasi.



vedasi infine la perizia del Prof. Eugenio Viola
( Probiviro dell' Associazione dei periti calligrafi professionisti )
 testo completo della perizia grafologica
(clicca qui per leggerla)

Per decisione della proprietà' (Collezione Barbera) la perizia dell'opera é stata tempestivamente inviata - via e-mail in formato Pdf - in copia conforme alla Fondazione Fontana.

E che dire  delle fotografie effettuate
sulla cornice in ghisa…?
*

in seguito, una rivelatrice ricerca d'archivio
portò a scoprire il bozzetto della cornice... 



La testimonianza dei timbri di due Gallerie d'Arte
che esposero l'opera a Roma, in via Margutta,
nei primi anni 1970 !


visto che esposero l'opera...
e testimoniano di ricordarla !



INFINE LA CORNICE SPAZIALE !


Peso della scultura in ghisa: Kg.6,7
    
L'opera del Fontana potrebbe essere inserita in questa "cornice artistica" che riconduce anch'essa all'attività ideativa ed artigiana di Lucio Fontana, probabilmente realizzata qualche anno antecedente all'esecuzione del cartoncino benché ritrovato nello stesso magazzino del "brocante" (l'opera era infatti custodita in una cartellina separata). Il duplice ritrovamento effettuato in due giorni diversi, aveva "in fieri" la finalità d'essere ricongiunto, come se la cornice fosse stata "in attesa" di ritrovare la sua opera in un evento "a temporale" (= senza tempo, quindi senza sequenzialità), per una creazione "ab nunc" nell'assoluto spaziale.

 

Infatti, dalla biografia ufficiale di Lucio Fontana pubblicata dalla Fondazione Fontana, si legge:

"In quegli anni Fontana realizza, oltre a sculture in ferro su gambo, sorta di sfere su cui interviene con larghi squarci o ferite a taglio..."

 
       "faccia di ghisa?"

Una scultura indubbiamente funzionale alla rappresentazione del concetto "spaziale" insito nell'opera stessa, realizzata utilizzando una struttura di ghisa tubolare quadrata, vuota all'interno, ed artisticamente modellata sulla sua superficie con un laborioso lavoro creativo per rappresentare una serie di volti di amici o famigliari…  CON IL PROPRIO AUTORITRATTO IN GHISA !

             

Dalla cornice, verso l'esterno, si protraggono due antenne realizzate con due piccole canne di ferro, al fine di far percepire all'osservatore la dimensione spaziale multidimensionale.

Questa cornice pare così appesa nello spazio benchè sostenuta da un perno applicato ad un suo punto angolare e poggiante su una base rettangolare riportante anch'essa dei particolari artistici accessori : quattro piccole canne ferree verticali protese verso lo spazio circostante, ovvero verso il cielo, divise in due apparati: un gruppo da tre canne di diversa altezza e colore (arancio, celeste, rosso) rappresentante il ruolo del gruppo, ed una canna solitaria (color celeste) rappresentante la "voce fuori dal coro".

Particolare caratteristico é il punto di appoggio della cornice, il cui angolo mantiene in equilibrio l'opera nello "spazio" (nella letteratura é detta "cornice a gambo") !

    La base su cui poggia l'opera


CONCLUSIONE
In conclusione, quest'opera é composta da tre elementi (A, B, C):

A) L'opera d'arte complessiva costituita da un doppio cartoncino, color avorio quello in fronte, color viola quello sottostante.

B) La cornice speciale e spaziale di ghisa, poggiante in equilibrio su un angolo della struttura rettangolare per un totale di Kg. 6.7 !

C) La leggenda circa la storia dell'opera: ritrovamento dell'opera dimenticata in un polveroso magazzino di un "brocante"; difficile analisi epistedemologica per l'interpretazione artistica visto che la firma (o sigla) appare leggibile ma da interpretare; ipotesi di attribuzione a Lucio Fontana ed indagine sulle due Gallerie d'arte che timbrarono il retro dell'opera; individuazione del Gallerista romano (vivente) che nel 1970 espose l'opera in via Margutta, il quale la riconosce come opera di Lucio Fontana; ipotesi sulla dedica ad un tale "Politi (dedica sottoscritta dall'artista con la sua firma o sigla); individuazione di un Politi vivente (editore di Flash Art) il quale suggerisce di cercare un Politi (Gallerista di Livorno) risultato defunto; individuazione della provenienza dell'opera (venduta al "ristoratore" Sig. Salvatore Stella dal figlio del Gallerista Politi, defunto); conferma del ristoratore, il quale nel frattempo ha chiuso il ristorante di Livorno trasferendosi a Torino dove ha avviato un'attività di corniciaio e "brocante" ("La Tortue", commercio di oggetti d'arredamento provenienti da svuotamento di alloggi e cantine); infine l'acquisto dell'opera da parte di Umberto Joackim Barbera, il quale prese tutte le precauzioni del caso: si fece rilasciare regolare ricevuta fiscale, pagò con un assegno circolare non trasferibile, fece effettuare una perizia grafologica sulla firma (con esito positivo) e rivolse istanza al Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio al fine di accertare che non vi fossero denunce di smarrimento o di furto pendenti sull'opera. Il giorno 7 dicembre 2011 il Nucleo CC presso il Ministero Italiano dei Beni Culturali rilasciò l'esito dell'accertamento per cui non risultano prove di reato in merito a quest'opera di Lucio Fontana. Infine l'Ufficio esportazioni rilasciò la licenza di esportazione negli USA (rinnovabile in caso di necessità).

Ringrazio la Fondazione Fontana per presa visione.
Umberto Joackim Barbéra*
* della casata dei Levi-Segre-De Benedetti-Barbéra (per ascendenza materna)


Nota: Umberto Joackim Barbera é amministratore unico della Società editrice NEWTEL srl (sede legale a Sciolze, Torino, Italia, c.s. € 10.100,oo i.v. in corso di trasferimento in via Bonafous 2 Torino) operante nello studio, ricerca di opere d'arte ritenute perdute, ora di legittima sua proprietà poiché acquistate oltre dieci anni fa, infine restaurate e divulgate come privato collezionista, al fine di conferire alle stesse la possibilità di essere ricordate e valorizzate.


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